Sunday 26 Jun 2022

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Al via il progetto di FITA Padova "L'Avvocato Veneziano"

Mercoledì 4 maggio 2011, al teatro Goldoni di Venezia, è approdata "la barca dei comici" della F.I.T.A. di Padova. E' tornata in scena, infatti, dopo oltre un secolo un'opera teatrale di Carlo Goldoni che sembrava dimenticata: si tratta de "L'Avvocato veneziano", commedia del 1748 che ha debuttato sul palcoscenico del Teatro Goldoni

mercoledì 4 maggio alle 20, con uno spettacolo riservato esclusivamente agli avvocati di Venezia. La rappresentazione de "L'Avvocato veneziano" costituisce il momento culminante di un progetto nato dalla sinergia di realtà apparentemente diverse come il Comitato Provinciale di Padova della Fita, l'Ordine degli avvocati di Venezia e dell'Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti (per iniziativa in particolar modo del suo presidente onorario Ivone Cacciavillani), che già lo scorso anno avevano dato alle stampe, con la collaborazione di Camera Civile e Penale, un'edizione del 1827 della medesima commedia. Questo lavoro di squadra ha permesso che l'impegno profuso dalla FITA padovana nella cura della parte teatrale del progetto andasse a buon fine, raccogliendo lusinghieri consensi tra il pubblico intervenuto alla serata.Il progetto nasceva circa un anno fa, quando FITA Padova era stato contattata dall'Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti circa la possibilità di allestire il testo con cui il grande Veneziano, in qualche modo, dava l'addio alla sua professione con un atto di amore quasi nostalgico, per avventurarsi sui più effimeri sentieri del teatro. Il Direttivo Padovano aveva dato subito la sua piena disponibilità e si era impegnato a costituire una "compagnia" ad hoc attraverso una selezione tra gli attori delle diverse Associazioni della Fita-Padova, cui sovrintendeva chi era stato scelto come regista, il dottor Giuseppe De Meo, professionista esperto e di capacità riconosciute. Dopo breve tempo, la "barca dei comici" era pronta a partire, vedendo in essa rappresentate realtà diverse del teatro amatoriale padovano.E così, dopo intensi mesi di prove, grazie anche al prezioso contributo del Comune di Venezia e, in particolare del suo sindaco, il prof. Giorgio Orsoni, la Compagnia della FITA-Padova è approdata al teatro che porta il nome dell'autore del testo che si accingeva a rappresentare.E' stata una bella serata, che ha visto, tra gli altri ospiti graditi, anche Aldo Zordan, Gianfranco Ara e Gianni Visentin, rispettivamente Presidente del Comitato Regionale della FITA Veneto, Vicepresidente del Comitato Direttivo Nazionale FITA e Presidente del Comitato Provinciale della Fita Venezia, organismi che, pur non coinvolti in questa operazione, hanno comunque testimoniato la vicinanza al Comitato di Padova e al suo Presidente, Virgilio Mattiello, talora fatti segno di alcune ingenerose critiche riguardanti una loro presunta scarsa "pubblica visibilità". Queste presenze hanno invece confortato sulla giustezza della strada intrapresa e confermato che l'umile e perseverante lavoro di organizzazione, in ogni suo aspetto, viene sempre premiato dando lustro così a tutta la Federazione. La FITA padovana, responsabile dell'allestimento dello spettacolo, a questo punto, non può che ringraziare quanti, teatranti e no, si sono prodigati per la riuscita dell'iniziativa, e in particolare l'instancabile Elisa Barzon, che è stata un efficientissimo trait d'union tra Fita-Padova e gli Ordini degli Avvocati delle diverse Province Venete; l'Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti; la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Padova; il Comune di Venezia; agli avvocati Ivone Cacciavillani, Stefano Bigolaro e Giuseppe Scuglia e a quanti si sono prestati al giuoco della scena, dal regista Beppe De Meo, agli attori delle diverse Compagnie Padovane: Giampietro Callegaro, Giuliana Casadei, Pierfrancesco Castiglione, Bianca Corradin, Federico De Cassan, Alberto Legnaro, Guido Marcato, Beatrice Mattiello, Giuliano Polato, Alessandro Sguotti, agli avvocati Chiara Drago e Francesco Volpe, che hanno accettato di giocare con i comici sul palco con umiltà e disponibilità rare, a Massimo Farina, e Isabella Trevisi e Paolo Vedovato, validissimi sostegni nella realizzazione scenica e dei costumi. E adesso, dopo la prima, si continua una sorta di tournée tra le varie sedi venete degli Ordini Distrettuali.Uno scommessa riuscita. O almeno, pare.