Monday 16 May 2022

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La Goldoniana di San Stino di Livenza

Anno di fondazione: 1969
Presidente: Ramon Massimo
Indirizzo: Via Giacomo Leopardi, 10 - 30029 San Stino di Livenza (VE)
Telefono: 0421 311441 - 347 5775538
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Sito web: www.goldoniana.it
Referenti: Tiziano Callegari - 0421 311441 - 347 5775538 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Grazia Feroce - 388 4917572 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spettacoli disponibili


UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE
di Carlo Goldoni

Regia di Gianni Visentin

Tipo di teatro: commedia, dialetto veneziano

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Nelle "Memorie" Goldoni parla di questa commedia insistendo sul significato allegorico del contenuto e l'addio del disegnatore Anzoletto ai suoi amici fidati non è altro che l'addio del commediografo al pubblico veneziano. L'opera fu scritta per la stagione teatrale 1761/62 ed il 22 aprile 1762, Goldoni, con sua moglie e col nipote già da lui adottato, partì per Parigi e non ritornò mai più a Venezia. La struttura della Commedia è geometrica: accanto a tre coppie già fatte, ce ne sono altre tre da farsi; sarà proprio la "recamadora franzese" Madama Gatteau, inizialmente elemento di disturbo a causa della sua insensata infatuazione per il giovane disegnatore, a districare l'ingarbugliata situazione creatasi, puntando - saggiamente - la sua attenzione sull'attempato, ma ancora piacente, vedovo Zamaria. La commedia alterna momenti divertenti ad altri patetici e malinconici e proprio con un velo di malinconia la rappresentazione si chiude.

LA FINTA AMMALATA
di Carlo Goldoni

Regia di Gianni Visentin

Tipo di teatro: commedia, italiano

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La giovane Rosaura è segretamente innamorata e ciò le rende insopportabili le soffocanti attenzioni del povero padre che, senza comprendere la vera natura delle "stranezze" della figlia, pensa di risolvere il doloroso caso consultando "tutti i mièdeghi e tutti i cerusichi " della città, ma anche qualsiasi ciarlatano gli capiti di incontrare. Ma il mal d'amore non si cura con le medicine, come ben sanno Colombina (la sagace cameriera di casa che, immediatamente , ha capito la vera natura delle svenevolezze della padroncina) e la signora Beatrice (accorta amica di famiglia) che , invano, tenta di convincere il signor Pantalone a risolvere i mali della figlia dandole marito. Medici imbroglioni, chirurghi opportunisti, guaritori di ogni risma ed un attempato pretendente, interessato alla ricca dote, più che alla ragazza, sono la corte dei miracoli che complica la vicenda, che si snoda fra la bottega di Agapito - speziale assetato di novità, sordo ed interessato a vendere i suoi inefficaci intrugli e la casa di Pantalone. Alla fine l'amore trionfa ed il dottor Onesti, oggetto inespresso del desiderio, non solo smaschera i truffatori, ma ridona a Rosaura la gioia di vivere.

I RUSTEGHI
di Carlo Goldoni

Regia di Gianni Visentin

Tipo di teatro: commedia, dialetto veneziano

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Il testo è un perfetto meccanismo teatrale nel quale Goldoni dà modo agli attori di prodursi in ampi monologhi: Margherita, Felice, Marina e Lucietta filosofeggiano, divertendo gli spettatori, sulla condizione femminile e sulle aspettative matrimoniali; Lunardo, con una animosità che preannuncia la sconfitta, sostiene (anche per conto degli altri rusteghi suoi compari) le ragioni di una società antiquata e la visione di una famiglia dove il maschio (marito-padre) è tiranno. La regia accompagna la cadenza drammaturgica che dal monologo si apre alle vivaci scene di gruppo, per tornare alle considerazioni del personaggio che trae le conclusioni. Così fa appunto la signora Felice quando alla fine invita tutti ad un brindisi, chiamando idealmente gli spettatori ad unirsi agli attori. La scenografia (casa di Lunardo e casa di Simon) rende con linee, colori ed arredo, l'atmosfera delle case borghesi della seconda metà del '700.

CECHOVIANA
di Anton P. Cechov

Regia di Gianni Visentin

Tipo di teatro: commedia, italiano

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Nei tre atti unici Anton Cechov ci offre un quadro della società russa di fine ottocento, ritraendo ambienti cittadini e provinciali, il mondo della burocrazia impiegatizia e quello dei proprietari terrieri. Sono tre "scherzi" di intonazione umoristica, pieni di scoppiettanti arguzie, di imprevisti e di rapidi cambiamenti; vi è evidente la geniale capacità di cogliere gli aspetti peculiari di ogni carattere. Il nostro allestimento ripropone le atmosfere sonnacchiose della campagna russa e la rete vischiosa dell'apparato zarista. Abbiamo operato alcuni cambiamenti, trasportando dal maschile al femminile un servo ed un padre, entrambi personaggi del mondo rurale. Ne LA DOMANDA siamo immersi in un'atmosfera grottesca, in cui agiscono tre caratteri: l'apprensivo Lomov, la sdolcinata Ciubukova e Natalia, nubile attempata, smaniosa di convolare a nozze. Sono tutti e tre ostinati, puntigliosi ed irascibili e l'apparente felice conclusione è in realtà la testimonianza di una vita coniugale destinata a barcamenarsi fra incomprensioni e litigi. Ne L'ANNIVERSARIO il vanesio direttore di banca Scipucin viene travolto dalla logorroica, sciocca e frivola moglie Tatiana e dalla tetragona postulante Merciutkina, pronta a qualsiasi sotterfugio pur di ottenere quanto pretende. Accompagna questi tre personaggi il burbero ragioniere Chirin, inutilmente intento a completare il suo lavoro e motore impazzito del parossistico finale. L'ORSO è sostenuto da un dialogo vivacissimo; ritroviamo, nei tre personaggi che animano la storia, la fragilità e l'evanescenza dei proponimenti umani, il diritto della natura e della vita - superiore ad ogni proposito - la saggezza di chi ha vissuto a lungo.

LE FEMMINE PUNTIGLIOSE
di Carlo Goldoni

Regia di Gianni Visentin

Tipo di teatro: commedia, italiano

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Il testo è una dura critica sociale, l'autore mette in ridicolo tanto la smania arrivista piccolo borghese quanto la vacua boria aristocratica. Agiscono nei tre atti la giovane e ricca Rosaura che, spalleggiata dal debole consorte Florindo, vuole a tutti i costi sedere in una conversazione di dame palermitane, per potersene vantare una volta tornata al suo paese. La spiantata contessa Beatrice ed il vanesio conte Lelio, lautamente compensati per i loro maneggi, brigano affinché Rosaura venga accettata dalle superbe Eleonora e Clarice, che però "arricciano il naso" e non intendono sedere "in mezzo ad una mercantessa". Questi personaggi sono accompagnati, nelle varie scene, dal saggio Pantalone che, inutilmente, suggerisce all'innamorato consorte di partire da Palermo e tornarsene agli affari, dal pacioso conte Onofrio che pensa solo a godersi la vita quanto meglio può, al critico conte Ottavio che vede le vacuità da cui è circondato ma fa poco o nulla per porvi rimedio, alla sagace Corallina che tutto vede e comprende.