Sunday 22 May 2022

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La Rumarola di Garda

Anno di fondazione: 1985
Presidente: Maria Antonietta Vianini
Indirizzo: Via dell'Uva, 1 - 37016 Garda (VR)
Telefono: 045 7255344
Fax: 045 7255751
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Sito web: www.larumarola.it
Referenti: Maria Antonietta Vianini - 349 7193468
Cristina Albanese - 045 7255751 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spettacoli disponibili


LA STRAVAGANTE SIGNORA SAVAGE
di John Patrick

Regia di Vincenzo Rose

Tipo di teatro: lingua, brillante

LOCANDINALOCANDINA    
Per celebrare l'importante traguardo del XXV anniversario, la Compagnia teatrale "La Rumarola" ha scelto un testo particolarmente impegnato e di grande spessore culturale: "La stravagante signora Savage". Tema del capolavoro dell'autore americano John Patrick è il confine tra normalità e pazzia. Una moltitudine di illustri letterati si è dedicata alla follia: da Erasmo da Rotterdam a Joyce, da Dostoevskij a Pirandello, da Pound a... John Patrick, autore di questa brillante e fantasiosa commedia. La pièce è ambientata in una casa per malati di mente, diretta dal dottor Emmet e gestita da Miss Willie, nella quale viene internata Ethel Savage, una anziana signora che, alla morte del marito, è erede di un ingente patrimonio. Il motivo del ricovero sta nel fatto che la signora ha un concetto della vita e del danaro che contrasta con quello dei figli di primo letto del marito, gli arroganti e presuntuosi Tito, Samuel e Lilly Belle. Essi temono l'assottigliarsi del patrimonio di famiglia e quindi tentano di farla interdire per evitare che sperperi il denaro investendolo in stravaganti iniziative umanitarie. La premessa è semplice, ma interessane è addentrarsi nella vicenda e incontrare i personaggi: quelli "savi" e quelli "malati". La dinamica delle relazioni pone subito degli interrogativi: Cosa sia mai la normalità? Dove sta il bene? La risposta nella commedia è molto chiara e non lascia dubbi. La dolcezza dei cinque "ospiti", il tenero Jeff, l'elegante Florence, il saggio Hannibal, la bizzarra Paddy e l'incontenibile entusiasta Fairy May li rende, nonostante o proprio per i singoli limiti, splendidi co-protagonisti della storia. Entrando in contatto con questi simpatici personaggi Ethel scoprirà tutta l'umanità, la purezza, la semplicità delle persone che vivono fuori da ogni meccanismo convenzionale e da qualsiasi ingranaggio razionale e d'interesse che domina il "mondo civile". Il loro è un mondo accogliente e rispettoso delle differenze ed Ethel, la protagonista assoluta, ne subisce il fascino. La regia è volta ad evidenziare, grazie all'impegno degli attori, le caratteristiche di questo mondo diviso tra realtà e illusione, tra interesse e solidarietà, tra tenerezza e malignità attraverso un gioco continuo di movimenti simbolici e metafore mimiche.

TORNA A CASA LESLIE
di Ray Cooney

Regia di Vincenzo Rose

Tipo di teatro: lingua, brillante

LOCANDINALOCANDINA    
Una relazione amorosa, nata e conclusa diciotto anni prima, porta lo scompiglio generale all'ospedale Sant'Andrea. Nei giorni precedenti il Natale, il dottor David Mortimore sta per coronare il suo sogno di diventare primario, quando i fantasmi del passato riappaiono con il sopraggiungere improvviso dell'ex-amante Jane Tate. Lo spettacolo natalizio, la conferenza a cui deve partecipare, il suo matrimonio e l'intera vita dell'ospedale entrano in crisi profonda fra un turbinio di equivoci e travestimenti, di battute e gags. Nel gioco ben congegnato delle entrate ed uscite degli altri numerosi personaggi, dallo stravagante Dottor Mike, alla sorprendente Rosemary, moglie di David, dal sergente Connolly la cui serietà è soverchiata dalla serie di bugie, inventate dal dottor Mortimore e dal collega e "vero" amico Hubert Bonney, pronto a tutto pur di salvare la situazione, dall'iracondo direttore dell'ospedale professor Drake Willoughby, alla vogliosa caposala, dall'efficiente Suor Anderson a Bill Lesley simpatico ubriacone e l'anziana madre di Hubert, e poi... c'è anche Leslie: Torna a casa Leslie.

MEIO TARDI CHE MAI
di Loredana Cont

Regia di Vincenzo Rose

Tipo di teatro: brillante, dialetto veronese

LOCANDINALOCANDINA    
In una normale vita di famiglia, dove nonni intraprendenti e figli al passo con i tempi danno note di colore al tran tran quotidiano, accade un susseguirsi di avvenimenti che scombussolano il quieto vivere famigliare, creando situazioni incredibili ed esilaranti che suscitano nello spettatore sicuro divertimento e risate. La regia ha caratterizzato i personaggi, che già l'autrice ha delineato con ironica maestria, rendendo i ruoli convincenti e quanto mai divertenti.

SE DEVI DIRE UNA BUGIA... DILLA GROSSA!
di Ray Cooney

Regia di Vincenzo Rose

Tipo di teatro: lingua, brillante

LOCANDINALOCANDINA    
L'Onorevole Demitri, infatuato di una bella ragazza che lavora alla FAO, vuole concedersi un'avventura. Per riuscire nell'intento si fa aiutare dal segretario Mario Girini il quale, suo malgrado, viene coinvolto in un vortice di situazioni incredibili che, come uno scoppiettante fuoco d'artificio, muovono tutti i personaggi della commedia.

L'ERA MEIO NAR A RIMINI!
di Loredana Cont

Regia di Fabio Vianiani

Tipo di teatro: brillante, dialetto veronese

LOCANDINALOCANDINA    
Una vecchia baita sperduta nella montagna veronese a far da contrasto ad un titolo "marinaresco", due sorelle non più giovani cresciute nel mondo patriarcale e ovattato della provincia d'un tempo e dall'inconfondibile cadenza lacustre, la notizia dell'evasione di due pericolosi carcerati, una ragazza madre ante-litteram di cui si sono perse da anni le tracce, un giovane turista misterioso e stravagante. Questi alcuni degli elementi del testo di Loredana Cont che, un po' rivisitato, si caratterizza per la densità delle situazioni comiche e per la piacevolezza della trama che permette allo spettatore di trascorrere serenamente il tempo della rappresentazione. Grazie alla caratterizzazione delle due sorelle mattatrici (e un poco "insemenìte") e all'utilizzo dello strumento dell'equivoco ecco che, come nei vecchi film di Toto' e Peppino, si riescono ad affrontare con leggerezza anche gli aspetti più melanconici e problematici della vita. Se al termine della commedia il sorriso rimane sulle labbra allora le sorelle "Dalla Via" avranno raggiunto il loro obiettivo.