Sunday 22 May 2022

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Teatrotergola APS di Vigonza

Anno di fondazione: 1988
Presidente: Angelo Renier
Indirizzo: Via della Costituzione, 20 - 35010 Vigonza (PD)
Telefono: 329 8990903
Facebook: -
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Sito web: www.teatrotergola.org
Referenti: Angelo Renier - 329 8990903 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Pietro Milanese- 347 1846093

Spettacoli disponibili


QUESTE NOSTRE METÀ
di Enzo Duse

Regia di Angelo Renier

Tipo di teatro: dialetto veneto, comico-drammatico

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"Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v'era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà... Trovando la quale tornerà all'antica perfezione perduta...". In un paesino veneto degli anni '50 convivono tre generazioni al femminile nonna, madre e figlia che giornalmente si confrontano e si scontrano con le loro metà maschili sotto il segno dell'ironia veneta e dell'eterno amore e odio che si cela tra moglie e marito.

ALIBI SEDUCENTE
di Monika Gassfrau

Regia di Monica Minotto

Tipo di teatro: comico-brillante, in lingua

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In una cittadina della provincia italiana, una palazzina con appartamenti signorili, nel centro un caminetto acceso... Gilberto, informatore scientifico, da poco in pensione, si annoia, abituato com'era a girare con il suo lavoro per ospedali, case di cura e studi medici. La moglie un'affermata imprenditrice. Luca e Dario sono gli amici di "merende" di Gilberto, il primo, un Primario affermato nella Clinica della città e l'altro, consulente, vedovo, ma con la passione per le auto da corsa? No! Per le belle donne! E qui cosa c'entra Alina, chi è costei? Come entra nella storia? A voi scoprirlo in questa simpatica situation comedy!

I DIALOGHI
di Angelo Beolco detto Ruzante

Adatt. di Gabriele Fanti

Regia di Armando Marcolongo

Tipo di teatro: dialettale, comico-drammatico

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"Il Parlamento" - Ruzante torna dalla guerra e viene a Venezia per cercare la sua donna, Gnua; lei nel frattempo si è accasata con gente facoltosa che non le fa mancare nulla; a quel tempo mangiare tutti i giorni era un lusso al quale non si poteva rinunciare. Entra in scena Menato, il compare, al quale Ruzante racconta le sue vicissitudini in campo e che cerca di dissuaderlo dal cercare la compagna; avviene l'incontro fra Ruzante e la Gnua e qui si vedrà cosa conta di più nella vita...
"Bilora" - Bilora contadino della profonda campagna pavana, arriva in Venezia in cerca della sua compagna, Dina, portata via da un vecchio veneziano, probabilmente un ricco usuraio ebreo. Bilora vuole riportarla a casa o almeno guadagnarci qualcosa da questa partenza; qui incontra Pitaro che si offre di fare da intermediario con il vecchio Andronico, nell'intento di guadagnare qualcosa anch'egli. Il vecchio, però, è troppo invaghito di Dina e non ha nessuna intenzione di lasciarla andare. Dina, memore della vita di stenti patita con Bilora e della sua indole violenta, non vuole certo tornare a casa. Alla contesa si aggiunge una figura emblematica, il servo Zane "che serve tutti". Rimasto solo e deluso, Bilora decide che farà a modo suo e...

I RUSTEGHI
di Carlo Goldoni

Regia di Armando Marcolongo

Tipo di teatro: dialettale, comico-brillante

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Siamo in una ridente località dell'immediato entroterra veneziano. Sior Lunardo vuol maritare sua figlia Lucietta e combina il matrimonio con l'amico Maurizio, vedovo e padre del giovane Filippetto. I due "rusteghi"si mettono d'accordo sulle nozze, sulla dote e sul fatto che, ovviamente, i due giovani si vedranno solo al momento delle nozze, perché così si deve fare tra la gente onesta, senza tante discussioni. Ai due si aggiungono gli amici Simon e Canciano, rusteghi a loro volta e sposati regolarmente. Felice, moglie di Canciano, combina l'incontro dei due fidanzatini, approfittando del Carnevale, aiutata da Marina, consorte di Simon e dal nobile conte Riccardo, con la timorosa complicità di Margarita matrigna di Lucietta, il tutto all'insaputa dei quattro rusteghi". Il fato, però, ci mette sempre lo zampino, anche perché se no la commedia non si farebbe!

UN IMBROGLIO, TANTI ALLOCCHI
di Armando Marcolongo

Lib. tratto da "L'Ispettore Generale" di Nicolaj Vasil'evic Gogol

Regia di Armando Marcolongo

Tipo di teatro: dialettale, comico-brillante

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La storia è ambientata negli anni 1930-1935 durante il regime fascista. In un paese della provincia veneta degli anni trenta si aspetta l'arrivo di un ispettore da Roma. Tutti sono in fermento e preoccupati e quando giunge la notizia che l'ispettore sia già arrivato in incognito, il podestà Spartaco Mustacin convoca urgentemente tutti i suoi più stretti collaboratori per organizzare un'accoglienza di tutto rispetto. In realtà l'ispettore non è che un giovinastro squattrinato che intuisce subito i benefici che può trarre dalla situazione, al punto che riuscirà persino a sedurre la moglie e la figlia del podestà. L'imbroglio continuerà fino quando, subito dopo la partenza del giovane imbroglione colmo di denaro, non si scoprirà l'inganno e tutti si immobilizzeranno alla notizia che l'ispettore generale, quello vero, è lì, alla porte.