Sunday 26 May 2019

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El Gavetin di Negrar

Anno di fondazione: 1982
Presidente: Franco Antolini
Indirizzo: Via Valpolicella, 39 - 37124 Verona
Telefono: 349 5276481
Facebook: -
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Sito web: www.elgavetin.com
Referenti: Franco Antolini - 349 5276481 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sandra Pompele - 340 7310922 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spettacoli disponibili


SPETACHETECONTO

di Franco Antolini

Regia di Sabrina Carletti

Tipo di teatro: dialetto, comico brillante

LocandinaLocandina
La società, la cultura, il modo di vivere, di parlare, di esprimerci oggi sono il frutto di come eravamo ieri, e come eravamo ieri ce lo siamo dimenticati. C'è la necessità di raccontare, di fare memoria, perché la nostra tradizione non vada perduta. Un avvincente itinerario tra l'antico e il moderno, tra il vecchio e il nuovo, tra ieri e l'oggi attraverso l'uso dei vocaboli, dei mestieri, degli usi e costumi della tradizione, raccontato in chiave satirica e divertente, sia nella descrizione di un mondo ormai scomparso, sia nell'interpretazione dei personaggi dell'epoca che a tratti si materializzano sul palcoscenico. Un filo che unisce la storia che, nella comicità delle battute, ha la presunzione di divertire il pubblico dall'inizio alla fine e di rilanciare quei valori che costituivano il vivere semplice di una società, dove il rispetto, la solidarietà, il senso di appartenenza alla comunità regolavano le relazioni umane. Un racconto graffiante e brioso, semplice e intenso, vivace ed allegro, romantico ed ironico sulle note della fisarmonica e delle voci che di tanto in tanto si inseriscono nel viaggio alla scoperta delle nostre radici.

L'EREDITÀ

di Franco Antolini

Regia di Franco Antolini

Tipo di teatro: dialetto, comico brillante

LocandinaLocandina
Al centro della vicenda l'eredità di dieci milioni lasciati da Olindo, emigrato in America dove ha fatto fortuna, al nipote che riuscirà a mettere al mondo un figlio maschio. Nessuno dei due potenziali eredi della famiglia Pitòn, però, sembra essere il destinatario dell'ingente patrimonio. Beniamino, dopo aver trascorso una vita dissoluta, si è convertito e sta per entrare in convento; Bartolomeo è stato abbandonato dalla moglie ed è senza figli. L'eredità però fa gola ad altre persone che frequentano la famiglia Pitòn: all'amico di famiglia Gaudenzio che, pur di accaparrarsi il patrimonio, è disposto a sacrificare la figlia Maria in procinto di farsi monaca per volontà del padre, alla serva Cesira che ingaggia la cugina per inscenare l'arrivo di una certa Donna Ramona. Situazioni imprevedibili ed esilaranti si susseguono dando origine a diversi colpi di scena che si chiudono con il classico finale a sorpresa di una storia spassosa e divertente.

48 MORTO CHE PARLA

di Franco Antolini

Regia di Franco Antolini

Tipo di teatro: dialetto, comico brillante

LocandinaLocandina
La morte del compianto conte Licinio Dalle Vedove diventa occasione di una divertentissima farsa che si sviluppa in casa della vedova Santina e del fratello di lei, Arturo. La vedova Santina non riesce ancora, dopo un anno, a darsi pace per la prematura e misteriosa scomparsa del marito; suo fratello Arturo, invece, è costretto, in una casa trasformata a mausoleo, a venerare il defunto che già non poteva sopportare da vivo, figuriamoci da morto... Ma le cose non sono sempre come sembrano e con l'arrivo di Pietro Bruscansi, amico di Arturo, si scoprirà che il trapassato conte Licinio non era proprio, come si dice, "uno stinco di santo" ma al contrario un uomo che si godeva la vita, spendendo in lungo ed in largo tutti i suoi averi. Le pareti riempite dei ritratti del conte Licinio fanno da sfondo ad una gigantografia dello stesso dalla quale il defunto interagisce ed interviene come se fosse ancora in vita, come un'anima costretta in una cornice a sopportare le vicende che si susseguono sul palcoscenico. Colpi di scena e situazioni imprevedibili portano finalmente a far emergere la verità, consentendo così all'anima del povero Licinio di abbandonare il quadro e raggiungere finalmente la pace eterna.

MASCIO E FEMENA LI CREÒ

di Franco Antolini

Regia di Massimo Totola

Tipo di teatro: dialetto, comico brillante

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Le diversità tra l'uomo e la donna sono il tema di questo viaggio tra i secoli che, sin dalle origini del mondo ai giorni nostri, ci separa e ci unisce in due universi, due mondi, due modi di pensare e di vivere. Un racconto appassionante e divertente che attraversa la storia, che gioca con umorismo e ironia tra i generi e le loro differenze descrivendo situazioni, usi, costumi e usanze di una società maschilista di un tempo, così lontana dalla realtà odierna. Un ritratto comico, a volte sarcastico sia dell'uno che dell'altra, che contrappone la presunzione dominante del maschio alla natura imprevedibile e affascinante della donna ma mai tuttavia alieno all'intima convinzione che la donna sia complemento indispensabile all'uomo. La narrazione dell'esperienza umana è accompagnata dal suono della fisarmonica che a tratti accarezza la voce narrante.

EL SEGRETO PAR RESTAR ZOENI

di Franco Antolini e Diego Righetti

Regia di Franco Antolini

Tipo di teatro: dialetto, comico brillante

LocandinaLocandina    
Ritrovare la giovinezza perduta, è questo il sogno del Cavaliere Aristide Galletti, non più giovane pollaiolo, o meglio avicoltore come lui stesso ama definirsi con una punta di narcisismo. La possibilità di realizzare tutto ciò gli si presenta quando la figlia Lisa, sposa un celebre medico, almeno crede, il professor Antonio Straboni Strachi, che diventa da subito il vanto di casa. Il celebre professore, specializzato in gerontologia è famoso infatti per aver inventato una nuova medicina "Ormonil 500" (che aiuta a resta zoeni par tuta la vita), che il Cavalier Aristide vorrebbe assumere (parchè ghe tìra la cavallina).
Stimato ed osannato quasi come una divinità, il professore nasconde in realtà un "segreto", non è affatto professore ma esercita una professione che non ha nulla a che vedere con l'arte medica, essendo infatti un semplice oste. Il finto professore, infatti, di nome Anselmo, è stato scambiato per il fratello gemello Antonio che è assolutamente identico (come un pomo spartìo a metà)...

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